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sabato 30 novembre 2013

Martiri europei: Joele Leotta

Martiri europei: Joele Leotta

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Prima di riprendere la normale attività del blog, torniamo indietro di circa un mese, al 20 ottobre 2013, quando a Maidstone, poco distante da Londra, il ventenne lombardo Joele Leotta, assieme ad un amico, viene aggredito da quattro lituani, poco più grandi, scatenatisi un po' a causa dell'alcol, un po' perché volevano proprio colpire degli italiani. Come sapete Joele morirà a causa dei colpi ricevuti.

Le autorità locali minimizzeranno, ma con poca convinzione, la versione subito circolata in Italia, ossia essersi trattata appunto di una aggressione razzista, motivata dal timore che gli italiani rubassero il lavoro agli immigrati dell'Est Europa. Probabile, perciò, che tale sia la ragione per la violenza di quella notte.

  • I veri responsabili morali della morte di Joele

Ma il punto è un altro: in precedenza, ribadita in questi giorni, nella stampa britannica e tra numerose personalità politiche del Regno Unito (in ultimo l'ex-ministro laburista Jack Straw e l'attuale premier conservatore David Cameron) si è accusata spesso e volentieri l'immigrazione dai Balcani e dall'Est Europa, dipingendola come eccessiva e parassitaria (a causa dei servizi sociali a cui si appoggia), pur essendo sostanzialmente laboriosa. Forse che circolino molte storie violente con protagonisti lituani? Si stia certi che è vero il contrario. (“Che errore aprire ai migranti dell’Est” Il dietrofront dell’ex ministro di Blair, Claudio Gallo, La Stampa, 13 novembre 2013) (Cameron dice basta al «turismo dei sussidi»: stop agli immigrati Ue che sfruttano il welfare britannico, Leonardo Maisano, Il Sole24Ore, 27 novembre 2013)

Negli stessi giorni in cui si discuteva della vicenda di Joele, veniva resa nota una aggressione, violentissima, ma non mortale, avente come protagonista un meticcio italo-americano, Francesco Hounye, sfigurato a giugno 2013 a Londra da una banda di asiatici, probabilmente per lo più bengalesi. La ragione è dovuta sostanzialmente al fatto che il ragazzo era "diverso" da loro e camminava in una zona non sua. (Shocking CCTV video shows brutal attack on American student on only his THIRD day in the UK, Natalie Evans, The Daily Mirror, 23 ottobre 2013)

Ora, né il caso di Joele né il caso di Francesco, in realtà, hanno mobilitato in una qualche maniera le autorità britanniche. La volontà politica di frenare gli arrivi dall'Est Europa prescinde dalla morte di Joele, tanto quanto il silenzio sulla presenza fastidiosa di africani e asiatici di fede maomettana non verrà scalfito dal caso di Francesco.

Gli europei dell'Est sono sgraditi perché provenienti da aree considerate poco interessanti dalle autorità britanniche. Solo questo.

I sempre più numerosi europei del Mediterraneo vengono tollerati, dalle autorità, perché probabilmente meno interessati ad una lunga permanenza e perché provenienti da nazioni con rapporti più stretti e da più tempo con Londra (per quanto poi l'Economist abbia titolato di recente "I maiali possono volare" con riferimento ai nuovi immigrati italiani o spagnoli o greci: Joele era uno di loro, ma nell'articolo... si sorvola su questo). (PIGS can fly, The Economist, 16 novembre 2013)

Gli allogeni africani o arabi o asiatici vengono invece ipocritamente tollerati, nonostante le bombe del 2005, le continue minacce islamiste, i quartieri de-britannicizzati e de-europeizzati, i tribunali di zona applicanti la legge maomettana, le violenze di qualunque genere, ecc., un po' forse per una retorica storica ridicola sull'impero, un po' perché meno "simili", pertanto più facilmente avvantaggiati dalla viscida retorica multietnicista, ma anche perché la Gran Bretagna intende divenire il punto di riferimento occidentale, se non addirittura mondiale, della finanza islamica. Progetto espresso più volte negli ultimi anni e ora ribadito dal (cosiddetto) conservatore David Cameron (lo chiameremo in futuro Cameroun?). (Cameron strizza l'occhio alla finanza islamica, La Repubblica, 29 ottobre 2013)

Ora, se cercate gli assassini di Joele Leotta, ebbene, quelli materiali sono stati arrestati a fine ottobre. Quelli morali sono tutte le autorità europee e britanniche che hanno prodotto questa pseudo-Europa chiamata Unione Europea, che umilia le genti d'Europa, devastandone le economie e le identità socio-culturali, creando motivi di ulteriore inimicizia tra popoli che, per quanto si siano sempre combattuti, hanno fortissimi punti di contatto e spesso radici identiche.

I lituani che hanno ucciso sono vittime anch'essi, umiliati da una retorica europeista incapace di rispettare nei fatti la dignità di chi emigra da un Paese europeo ad un altro Paese europeo, abbandonando la casa paterna, ma senza potersi sentire nella grande casa europea. Perché, e questo, chi ora impunemente governa, non lo ammetterà, si sta riempendo l'Europa stessa di figli non suoi, frutto del disordine demografico e sociale africano ed asiatico, con la messa in pericolo degli autentici figli d'Europa, togliendone spazio e opportunità e stritolandone il futuro. Nel contempo, la crisi economica viene orientata in maniera che ne beneficino solo pochi gruppi (bancari, finanziari, ecc.), lasciando ai cittadini di alcuni Paesi le briciole, mentre a quelli di altri, neanche quelle. Gli europei, specie giovani, si trovano pertanto tra l'incudine di nazioni etnicamente e culturalmente sfigurate, a loro danno, e il martello di scelte politico-economiche per loro nefaste.

I quattro lituani (Aleksandras Zuravliovas, Tomas Gelezinis, Saulius Tamoliunas e Linas Zidonis) sono vittime. Joele Leotta è una vittima. Onore alle vittime.