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domenica 30 marzo 2014

Raccolta firme della Lega Nord

Raccolta firme della Lega Nord: Riforma Fornero, concorsi pubblici per gli stranieri, Legge Mancino, ecc.


Tra ieri e oggi in molti comuni del Nord Italia è stato possibile firmare per sostenere cinque quesiti referendari della Lega Nord, presso appositi gazebo. I cinque quesiti riguardano l'abolizione della Riforma Fornero, lo stop dei concorsi pubblici aperti anche agli stranieri, l'abolizione della Legge Mancino (per tornare di conseguenza ad una reale libertà d'opinione), la fine della Legge Merlin e l'abolizione delle prefetture. Interessanti ci sembrano in particolare i primi tre.

Non sappiamo se le giornate in piazza con i gazebo verranno reiterate, ma da ieri, 29 marzo, e per i prossimi giorni, è comunque possibile, stavolta in tutta Italia, firmare nel proprio comune di residenza per sostenere i referendum.

http://www.vieniafirmare.org/TEMPL_quesiti.asp?IDLivello1=178&IDlivello2=883

NOTA: ringraziamo chi, nei giorni scorsi, ci ha segnalato l'iniziativa e ci scusiamo se ne parliamo solo ora, al 30 marzo. In passato altre raccolte di firme ci sono state proposte: alcune volte ne abbiamo parlato, altre no, ma si trattava sempre di iniziative su internet, non organizzate da movimenti o partiti. Il risultato, in questi casi, è stato comunque un sostanziale silenzio successivo. Come la si veda, sembra essere ancora necessario il sostegno di movimenti organizzati, possibilmente anche in piazza e non solo sugli schermi di un computer, per poter portare avanti certe proposte. E' semplicemente un dato di fatto di cui tener conto, non perché si debba sempre aspettare o appoggiarsi a movimenti consolidati, ma forse perché, ancora al momento, mancano "forze" alternative, in senso lato, quantitativamente e/o qualitativamente parlando.

P.S.: della Lega Nord segnaliamo anche il Basta Euro Tour, arrivato quasi a metà e caratterizzato da incontri pubblici col leader leghista Matteo Salvini e l'economista anti-euro Claudio Borghi Aquilini. I prossimi incontri saranno a Buja (in provincia di Udine), a Bergamo, a Reggio Emilia, a Genova ed a Roma.

http://www.leganord.org/index.php/seguici/eventi/basta-euro-tour

domenica 23 marzo 2014

Due incontri a cui Enrico Letta non partecipò

Due incontri a cui Enrico Letta non partecipò: Giorgio Napolitano e Christopher Prentice


Si tratta di fatti conosciuti, ma forse è bene ritornarci un attimo su, ossia due incontri, tra l'inizio del 2013 e l'inizio del 2014, a cui Enrico Letta non partecipò, uno dei quali con effetti per lui importanti. Fatti conosciuti, ma, come al solito, non abbastanza assimilati dall'opinione pubblica nazionale.

Giorgio Napolitano (e Matteo Renzi)

Il 10 febbraio 2014, Giorgio Napolitano invita a cena al Quirinale, in maniera non ufficiale, tanto da lasciar perplessi più d'uno all'interno del Palazzo, l'allora premier Enrico Letta e l'allora sindaco di Firenze Matteo Renzi, fresco di conquista del PD. Per ragioni non chiare, Letta decide di non andare (sbagliando, come vedremo). All'incontro rimangono quindi in tre, Napolitano, sua moglie Clio e Renzi, il quale dice chiaro e tondo che nessuno nel partito segue Letta, oltre al fatto che l'operato di questi rischia di affossare il PD alle Europee di maggio 2014. Pertanto serve un cambio di marcia. Il resto è cosa nota: Letta salta e Re Giorgio incorona come successore Renzi. E' così che va avanti la politica in Italia: a cene di tre persone, non elette direttamente dagli italiani... (nell'articolo che segnaliamo non si cita l'invito a Letta, ma il libro a cui fa riferimento lo stesso, ossia "La volta buona" di Mario Lavia, Angela Mauro, Alessandro De Angelis ed Ettore Colombo, lo fa. Matteo Renzi e Giorgio Napolitano, la cena in cui decisero di far fuori Letta, Libero, 18 marzo 2014) Ricordiamo anche che la cena venne decisa per la sera del 10 febbraio, perché, a detta di molti, la mattina dello stesso giorno esplose come un caso l'anticipazione del libro di Alan Friedman, "Ammazziamo il Gattopardo", dedicato al piano per silurare il legittimo (elettoralmente parlando) Governo Berlusconi e imporre il Governo Monti. Napolitano, in pratica, avrebbe visto nel libro di Friedman un avvertimento da settori d'Oltreoceano, decidendosi per il cambio di guardia. (Staffetta Letta-Renzi, la mano degli Stati Uniti e l'ombra di Prodi, Libero, 18 febbraio 2014) Non è un caso che l'ambasciatore statunitense a Roma, John Phillips, parlasse già da gennaio di Renzi come del futuro premier.

Christopher Prentice (e Beppe Grillo)

Venerdì sera, 21 marzo, va in onda una gustosa intervista di Enrico Mentana a Beppe Grillo, su La7 [VIDEO]. Il punto più interessante, notato da molti, ovviamente, ma, tanto per cambiare, non abbastanza indagato, è quando Grillo afferma che esisteva un piano per impedire a Pier Luigi Bersani di diventare Presidente del Consiglio, in modo da mettervi Enrico Letta al suo posto. Subito dopo le elezioni politiche del 2013, Grillo viene invitato all'ambasciata britannica a Roma, tra fine febbraio e primi di marzo dello stesso anno, ossia nei giorni successivi l'aver ricevuto i complimenti dell'ambasciatore Christopher Prentice nella trasmissione Ballarò del 26 febbraio [VIDEO] (nelle stesse settimane ricevette i complimenti dell'allora ambasciatore statunitense David H. Thorne). Grillo afferma che all'incontro avrebbe dovuto partecipare anche Enrico Letta, già presente in ambasciata per precedenti impegni. Perché Letta? Secondo Grillo è perché era già deciso che Bersani non sarebbe stato messo in grado di formare un governo, lasciando campo libero a Letta, ossia ad un non-leader non eletto dal popolo, continuatore delle politiche iniziate dal precedente Mario Monti, anch'esso non-leader non eletto. Comunque sia, l'Ambasciata britannica smentisce subito l'organizzazione di un incontro a tre tra Prentice, Grillo e Letta. In contemporanea, Letta, su Twitter, smentisce anch'egli, ma la sua smentita smentisce soprattutto quella di parte britannica, perché afferma di aver declinato l'invito di Prentice ad incontrare Grillo. Perciò, un incontro voluto dai britannici, per quanto estemporaneo, con Grillo e Letta venne organizzato, ma furono gli italiani a farlo saltare. (Grillo, complotto contro Bersani. Letta: "Farneticazioni", RaiNews, 21 marzo 2014)