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lunedì 7 settembre 2015

Tassi di disoccupazione extraeuropea nei Paesi UE: ed i nuovi immigrati dove li metteremo?

Tassi di disoccupazione extraeuropea nei Paesi UE: ed i nuovi immigrati dove li metteremo?

Quando si dice che gli immigrati danno più di quel che ricevono (almeno in Italia), è soltanto per un fatto anagrafico passeggero, ossia perché per lo più sono in età inferiore a quella prevista per la pensione. Non perché necessariamente abbiano meno in termini di paga/diritti/ecc. Qualora ciò avvenga, non è perché sia previsto dalla Costituzione o da regole particolari, ma perché, da un lato, chi governa l'Italia lo fa formalmente, ma non sostanzialmente, lasciando correre molti fenomeni perniciosi (concorrendo attivamente alla distruzione della nazione italiana), ma anche perché, da altro lato, moltissimi allogeni non-europei accettano condizioni lavorative peggiori (concorrendo anch'essi attivamente a distruggere il mondo del lavoro italiano. Smettiamo di considerarli dei pupazzetti: sanno benissimo, la gran parte di loro, ciò che fanno/accettano). Queste sono cose risapute, ma è bene ripeterle nuovamente.

Inoltre, quando si dice che gli immigrati pagherebbero le pensioni (agli italiani) si dice una parziale verità. La verità, infatti, banalmente, sta nel fatto che chi lavora, pagando le tasse, se paga le tasse, contribuisce in parte allo stato sociale, quindi anche alle pensioni. Ma quando lo si dice, infatti, chi lo fa lascia filtrare l'idea che gli immigrati numericamente dovrebbero crescere, perché è nella loro crescita numerica, nel mondo del lavoro, che si baserebbe la possibilità di sostenere il sistema pensionistico. Togliendoci dalla testa che il lavoro di ieri abbia pagato le pensioni di oggi, significa almeno che il lavoro di oggi paga le pensioni di oggi? In realtà, come detto, in parte. Perché le pensioni, così come qualunque cosa sia pubblica, in realtà sono pagate dallo Stato e dalle tasse. Le tasse sono il lavoro? Non esclusivamente e d'altronde il punto è un altro. Non pigliamoci per i fondelli: se si dice che gli immigrati, almeno nel mondo del lavoro italiano, dovrebbero crescere, chi lo dice lo fa perché sa che si sta arrivando (o punta) ad un mercato del lavoro degradato, dove i minori diritti e le minori paghe verrebbero controbilanciati al limite, terzomondisticamente, dal numero crescente di lavoratori.

Le frontiere aperte servono (anche) a questo: a creare sempre più vasti bacini di potenziali lavoratori, per sostenere quanto più possibile un sistema lavorativo e pensionistico e sociale che, invece, dovrebbe venir ripensato integralmente, ma sotto altri presupposti (maggiore specializzazione, maggiore attenzione alla riqualificazione, difesa salariale e del potere d'acquisto, rilancio industriale, ecc., ecc.).

Tra l'altro, non esiste alcuno studio che preveda come si possa tenere in piedi un sistema del lavoro in via di crescente terzomondizzazione, al contempo difendendo o migliorando le pensioni (se esiste questo studio, mostratecelo!). L'ipotetico aumento numerico della massa lavoratrice, di fronte ad una economia stagnante o peggio, non significa difesa di alcunché. E non crea magicamente nuovo denaro circolante. Serve al limite a puntellare momentaneamente proprio il sistema pensionistico, non nel senso riferito abitualmente, ma solo sotto l'aspetto della convenienza di quei pochi che i propri diritti riescono a farli valere sempre (classe politica, magistratura e dintorni).

Oltre a questo, l'arrivo, il transito e la permanenza allogena non-europea sappiamo bene, ormai, serve ad una economia criminale, criminogena e parassitaria, composta dai fantomatici 30.000 mercanti di immigrati che sarebbero presenti in Europa, i quali però, non dimentichiamo, vanno a braccetto, di fatto, con tutta quell'altra economia, anch'essa parassitaria, composta di ONG, associazioni per i diritti umani e per gli immigrati, ecc., che spesso ha i propri referenti nella Chiesa Cattolica, nelle associazioni giudaiche in Europa, nelle associazioni maomettane in Europa, nei partiti politici (specie di sinistra, ma non solo. Mafia Capitale insegna), ecc., ecc.

Curiosamente, insomma, gruppi variamente criminali e gruppi variamente rappresentativi del dirittumanismo stanno contribuendo, assieme, ad uno stesso fenomeno, definibile come "genocidio dei popoli europei". La stessa premura e lo stesso sforzo mediatico e la stessa capacità organizzativa utilizzata per aumentare l'immigrazione di massa, non è e non è stata utilizzata per regolare l'immigrazione in questi anni, né per contrastare o almeno meglio gestire guerre palesatesi fin da subito come pericolose ed assurde, come quella in Libia o in Siria, né per contrastare fenomeni in crescita come il "comunitarismo" allogeno nelle nostre città, di cui il fondamentalismo islamista in Europa è uno dei suoi frutti avvelenati. Tanto meno per creare un movimento d'opinione favorevole ad una crescita virtuosa (ossia non alla maniera scriteriata di africani ed asiatici) delle popolazioni autoctone europee. Tanto meno per contrastare l'europeismo neo-totalitario, nelle sue varie forme, economica, sociale, politica, e così via.

Tornando alle pensioni, tutti questi immigrazionisti interessati, puntano, ognuno secondo i propri interessi, ad aumentare queste masse straniere, ma queste masse straniere non sono "a gratis", quindi necessiteranno di servizi sociali e lavoro. Se l'Europa attuale ha necessità di masse crescenti di nuovi lavoratori per pagare le pensioni, l'Europa di domani di quanti lavoratori ancora avrà bisogno per pagarle alle crescenti masse odierne, in un continuo rilancio di cui non si vede la fine? Esiste un progetto, un limite, un qualcosa che ci mostri un minimo di razionalità in quanto sta avvenendo?

Ma il problema è anche un altro: perché se andiamo poi a vedere come, in questi ultimi anni (quindi senza riferimento all'ultimissima e sospetta migrazione di massa afro-mediorientale del 2015 in corso), si sia polarizzata la disoccupazione nell'Unione Europea, vediamo che c'è un problema grande quanto il continente europeo stesso. Se vediamo i dati Eurostat [1], infatti, aggiornati al 2013, la disoccupazione nell'UE-28 è al 10%, con la fascia d'età 25-54 anni messa leggermente peggio di quella 55-64 (9,3% contro 7,3%). Questo per quanto riguarda i cittadini europei.

Ma se andiamo a vedere gli stranieri, se si tratta di altri europei, la percentuale è 12,4% (con l'11,9% per la fascia 25-54 e 10,6% per quella 55-64); se si tratta, invece, di non europei (qui nel senso di non-UE in senso lato) la percentuale complessiva è ben il 21,5% (con il 20,7% per la fascia 25-54 e il 18,7% per quella 55-64). Da questi pochi dati complessivi si ricavano tre cose fondamentali: il lavoro per chi non è europeo c'è molto meno che per chi è europeo (si veda anche la tendenza dal 2007 al 2013 [2] [3]); il lavoro per chi è più giovane è meno che per chi è meno giovane; i non-europei presenti nell'UE e non occupati pesano sulle casse degli Stati, togliendo denaro pubblico (anche alle pensioni, ovviamente).

Se guardiamo ai singoli Stati, qualche esempio è illuminante: a parte i casi ovvi come Grecia o Spagna, dove i non-europei hanno tassi di disoccupazione che sfiorano il 40% o il Portogallo con il 30%, ma che vogliamo dire del Belgio con il 29,7%, la Francia con il 25%, la Svezia (meta ambita da molti africani ed arabi, nelle ultime settimane) con il 28,7%, l'Olanda con il 18,3% o l'Italia con il 17,4%! Di quali accidenti di pensioni pagate vogliamo parlare? Di quale crescita vogliamo parlare? Di quale accoglienza (viscida e idiota e genocida) vogliamo parlare? E' tutta una menzogna e chi applaude all'arrivo dei presunti profughi, a Monaco di Baviera, come altrove, è solo un povero idiota. O, forse, un (futuro) nemico.

NOTE

[1] Migrant integration statistics - Employment: http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Migrant_integration_statistics_-_employment.Tabella 2.1: http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/File:Unemployment_rates_by_broad_groups_of_country_of_citizenship_and_age_groups_in_EU-28,_2013.png
[2] Figura 2.1: http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/File:Evolution_of_unemployment_rates,_population_aged_20-64_by_broad_groups_of_citizenship,_in_EU-28,_2007-13.png
[3] Figura 2.3: http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/File:Evolution_of_youth_unemployment_rate_(population_aged_15-29)_by_country_of_birth,_2007-13.png

6 commenti:

  1. Sui "nuovi arrivati" ci camperanno sopra anche le centrali sindacali, attualmente in ribasso di iscritti e privi d'ogni credibilità presso quel che resta dei lavoratori "nativi". Per la cronaca, molti di loro sono stati adibiti proprio a lavori di consulenza fiscale durante i periodi del 730 (altri lavori che gli Italiani non vogliono fare: "i consulenti"). Una cosa è certa: non appena riterranno di averne scaricati abbastanza, scatterà subito lo "ius soli" e cominceranno a parlare di "crescita" grazie a loro. Le imposture non finiscono mai.

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  2. Un tasso di disoccupazione al 12% è ottimo per governi, sindacati e imprenditori. Tanto mica c'è il RMG, mica siamo nella parte civile dell'europa. E nuovi disperati senza arte nè parte (cioè il 99% degli immigrati di Lampedusa e di quelli che entrano illegalmente via terra e via cielo in Italia e sud europa) non possono che fare il gioco della trimurti demon-cratica: 1 anno e mezzo di paghetta (con le coop rosse e bianche a mangiare a 4 ganasce) e poi via a fare concorrenza a operai, contadini, commercianti (gli onesti, gli altri invece a spacciare e rubare). Gli impiegati pubblici contenti (tanto in questa fase iniziale niente quote riservate alle minoranze come in usa) e i lavoratori produttivi cornuti e mazziati e sempre meno pagati. Possiamo dare ragione a Marx e al suo esercito di riserva del capitalismo (o qualcosa del genere) oppure ad altri fattori. Io per esempio ritengo che il problema sia l'EURO: non possiamo uscirne perchè il PD dovrebbe fare mea-culpa, essendo stato il partito che ha più spinto per l'entrata coi suoi Prodi Ciampi e soci, ed essendo obbligati a restare ci tocca svalutare con l'unica arma che abbiamo a disposizione: i SALARI sempre più bassi e i DIRITTI sempre minori. Gli immigrati dunque come vedete sono utilissimi allo scopo.
    Altro che reddito di cittadinanza. Che poi vorrei vedere chi andrebbe a lavorare nei call o part-time a 4-500€ al mese, quando ci fosse un assegno di 670€ per chi non ha lavoro....
    L'unica soluzione è consumare meno tutti e mandare ko il giochino dei grandi prenditori italiani ( che poi sono i grandi elettori del PD). La resa dei conti con gli impiegati pubblici (72% dei voti PD) si farà in seguito. Non c'è fretta.

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  3. MDA, ma il tasso dei non-europei non è al 12, bensì al 21,5%, il che spiega molte cose e molti fenomeni. Che stanno aspettando per farli lavorare? Il ricambio generazionale? Quando saranno maturi o addirittura vecchi e senza alcuna capacità ed esperienza e qualità utile? Peccato che, appunto, poi ci sia anche una disoccupazione autoctona, in Europa, del 10%, con fenomeni di forte marginalità o di povertà in alcune aree e nazioni.

    Ora, il vice-cancelliere tedesco Sigmar Gabriel afferma che la sola Germania accoglierà circa 500.000 nuovi immigrati all'anno per alcuni anni, il che significa milioni di... che? Anche la Germania ha un suo 12% di non-europei non occupati. Le cose sono due: o cresceranno i numeri della disoccupazione (in Germania o altrove) o aumenteranno i lavori da pezzenti, per dare il contentino un po' a tutti (ossia a nessuno), evitando magari di sottolineare quanto la classe media stia continuando (anche in Germania, così come da noi o altrove in Occidente) ad impoverirsi.

    Gli immigrati sono utili, se lo scopo voluto effettivamente è trovare masse di lavoratore alla bell'e meglio. Il problema è che qua non si tratta di solo "trovare lavoratori" ma di tenere in piedi questioni tra loro contrastanti e che entreranno in conflitto sempre di più: distruzione della classe media, aumento della popolazione, aumento delle spese sociali, aumento delle tensioni sociali, aumento della presenza di etnie e culture extra-europee in contrasto con i vari modi di vivere e sentire europei (modernisti o tradizionalisti che siano), ecc., ecc. La competizione lavorativa, sempre maggiore nel futuro immediato, sarà solo una componente di un orizzonte più vasto, dove facilmente arriverà una "tempesta perfetta".

    Questi coglioni di europei che ancora hanno da sorridere... e questi coglioni di progressisti di varia risma (cristiana, giudaica, atea)... e quegli altri coglioni di allogeni africani o asiatici, che accorrono ognuno con le proprie vaghe speranze e pretese... dove fuggiranno?

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  4. E una bella legione straniera ?
    Poniamo il caso - fantascientifico più che fantapolitico - che polizia, carabinieri, esercito, marina (sic) e le altre forze dell'ordine si RIBELLINO al òsistema demon-cratico. Troveresti strano che questi profughi, al 90% maschi sotto i 30anni, atletici, forti, sani, venissero inquadrati in una LS pronta a reprimere il dissenso delle piazze ? Naturalmente in cambio della fedeltà al regime otterrebbero la cittadinanza immediata senza attendere 10 anni.
    Io no.

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  5. Estremizzando, sembri temere quanto racconta Michel Houellebecq nel suo ultimo romanzo. Ma quella è cosa più plausibile: che si lasci vincere lo straniero (uno qualunque) pur di giungere ad un quieto vivere. Nell'ipotesi tua, se forze dell'ordine ed esercito dovessero ribellarsi, gli altri, gli allogeni dovrebbero attendere armi dall'esterno e, come vada vada, le cose sarebbero complicate.
    In ogni caso, per quanto più plausibile l'ipotesi di Houellebecq non è detto che sia possibile. Ad esempio, hai presente l'uccisione di Daniel Wretström? Il minorenne simpatizzante di estrema destra, che una decina di anni fa venne assassinato da un gruppuscolo multietnico in Svezia? Quanti omicidi "multietnici" ci sono stati in questi anni? Oppure violenze o altro in tutta Europa o in tutto l'Occidente? Per lo più sempre gruppi di allogeni o di singoli stranieri. Statisticamente quasi mai da parti di gruppi "multi". Avverrà in futuro? E perché mai? Al momento, semplicemente, non ci sono elementi sufficienti per ipotizzarlo realmente. Ergo, le cose non sono ancora definitivamente scritte. Ergo, la "sottomissione" di Houellebecq è anch'essa fantascientifica. E allora, fantascienza per fantascienza, hai presente la battuta sugli arabi che non sono presenti in Star Trek?

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  6. Ah, ovviamente, per gruppi "multietnici" intendo anche "con bianchi", non semplicemente composti di individui di varia origine non-europea. Certo, poi si potrebbe fare l'esempio dei convertiti alla religione maomettana, ma anche così fosse? Ad esempio, Nessie teme che scatterà subito lo ius soli con l'arrivo di nuovi immigrati. Foss'anche pure questo... Un paio di mesi fa, su Liberation, lo scrittore arabo "francese" Abdel-Illah Salhi parlava dell'inizio di un lungo e rigido "inverno arabo", ossia "per gli arabi in Francia e in Europa", e specificava che comunque "il colore della pelle" può tradirti sempre, oppure il "nome". Chiaramente è il solito piagnisteo di un allogeno arabo e maomettano in Europa, ma dieci anni fa, le cose erano, nonostante tutto, un po' diverse. Ora, sempre più gente, effettivamente parla nei termini di "noi" e "voi" (e viceversa). Tariq Ramadan, in Svizzera, presuntuosamente parla, ad esempio, dei "bianchi" come del passato. "Noi" e "voi" e viceversa. "Noi" contro "voi" e viceversa, appunto. Non so se si è capito, ma io eviterei di disperarmi troppo.

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