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domenica 25 settembre 2016

Dati scioccanti su Françoisdesouche!

Dati scioccanti su Françoisdesouche! La crescita allogena tra i nuovi nati in Francia dal 2005 al 2015

Il sito identitario Françoisdesouche ha trovato i dati utili per capire lo stato della crescita allogena in Francia, nonostante l'impossibilità di avere dati discriminati etnicamente. Si tratta di dati scioccanti, basati sulla possibilità statistica che compaia, in un dato gruppo, la drepanocitosi o anemia falciforme, malattia genetica interessante quasi esclusivamente subsahariani ed arabi. [1]

L'AFDPHE (associazione francese per l'individuazione e la prevenzione delle malattie infantili) monitora anno per anno i possibili casi delle varie malattie, compresa la drepanocitosi. Essendo una malattia fortemente legata a determinati gruppi etnici, il gioco è fatto. Da questo semplice controllo medico si può intuire la percentuale di nuovi nati, se europei o non europei. Ebbene, nel 2015, complessivamente, il 38,85% dei nuovi nati erano non-europei, con punte estreme come Costa Azzurra più Corsica al 52,39% (ma la Corsica da sola fa il 35,79%) e addirittura l'Ile de France con il 73,40%!

Un utente di Françoisdesouche ha calcolato che tra il 2020 e il 2024, se non accadrà alcunché, si potrebbe arrivare al 50% nazionale. Ora, le cose sono due: o che i dati non siano corretti (o che non siano leggibili nel modo effettuato, ma è difficile) o che (comunque) accada qualcosa. In ogni caso... qualcosa dovrà accadere.

Drépanocytose: la carte du grand remplacement mise à jour - Chiffres 2015

Mappa nazionale con le percentuali dal 2005 al 2015

Dati regione per regione nel 2015

[1] Curiosamente, la malattia, tra le sue particolarità, porta alla deformazione dei globuli rossi, che diventano falci o mezzelune, da cui il nome...

domenica 11 settembre 2016

Caso Amedeo Mancini: qualche aggiornamento

Caso Amedeo Mancini: qualche aggiornamento

Conoscete il caso: scoppia una rissa tra un italiano di Fermo, Amedeo Mancini, e una coppia (forse sposata) di nigeriani, col risultato che il nigeriano muore. Si scatena subito, senza aspettare testimoni, prove e dichiarazioni di autorità a conoscenza del caso, la baracconata anti-razzista, stavolta non solo con pretucoli e associazioni parassitarie locali, ma anche con tutto il centro-sinistra nazionale (Laura Boldrini e Maria Elena Boschi parteciperanno addirittura ai funerali dell'africano).

Poi, emerge la verità: per una parola di troppo i due nigeriani aggredirono l'italiano, armati di un palo segnaletico. L'italiano si difese e, casualmente, l'africano cadde, sbattendo la testa, e morendo poi per la caduta. La nigeriana mentì, affermando che l'aggressione fu solo opera dell'italiano, ma numerosi testimoni ribaltarono la falsa testimonianza. [articolo del 10 luglio 2016: Solidarietà a Pisana Bachetti]

Nonostante ciò, Amedeo Mancini è ancora in carcere. Da circa un mese gli sono stati concessi i domiciliari, ma mancherebbe il braccialetto elettronico, pertanto l'uomo deve continuare a stare in carcere (ripetiamo: per essersi difeso). [Fermo, Mancini resta in carcere perché non si trova il braccialetto, Corriere Adriatico, 10 settembre 2016] Tra l'altro, il mese scorso, la procura ha "dimenticato" (?!) di depositare ben 150 pagine del fascicolo giudiziario, pagine, a detta degli avvocati di Mancini, favorevoli al loro assistito! [L'accusa dei legali di Mancini: "Spariti i verbali a suo favore", Claudio Torre, Il Giornale, 7 agosto 2016]

Sarà un caso, sarà il destino, ma i dubbi su un certo accanimento sono leciti, considerando come è nato il caso, anche da un punto di vista mediatico. E dal punto di vista mediatico, ricordiamo che molto ha fatto, per tentare di distruggere Mancini, il prete Vinicio Albanesi. Tale Albanesi sembra che ormai abbia steso una sorta di cortina del silenzio attorno a se stesso e all'africana, da lui subito appoggiata, non potendo evidentemente più sfruttare il caso. Ricordiamo che Albanesi subito dichiarò che la morte dell'africano andava legata alle bombe nelle chiese di Fermo, lasciando intendere l'esistenza di un violento disegno anti-immigrati nella zona. Ormai sappiamo la verità anche da questo punto di vista: le bombe erano opera di alcuni anarchici del posto, che firmavano le proprie azioni col curioso nome di Capitan America (?!). [Fermo, i bombaroli firmavano le azioni come Capitan America, Maria Teresa Bianciardi, Corriere Adriatico, 23 luglio 2016]

Questo è quello che può succedere oggi, nell'anno dell'era vulgaris 2016, nell'Italia dominata ideologicamente dai parassiti dell'unioneuropeismo spinto, dell'immigrazionismo e del progressimo residuale. Può succedere che un italiano venga tenuto in carcere solo per essersi difeso. Può succedere che politicanti, pretaglia, showmen, musicanti (vero, Modena City Ramblers?), animali da circo e chi più ne ha più ne metta, tentino di far passare per assassino, con l'aggravante razzista, un semplice cittadino, solo per illudersi che il loro stile di vita e le loro idee abbiano ancora un senso ed un futuro.